Chi ha bisogno di finanziamenti per costruire un immobile o utilizzarne uno già edificato (ed eventualmente acquistarlo), può fare ricorso al contratto di leasing immobiliare. La locazione su immobili ha durata lunga, compresa tra i 96 e i 240 mesi (8-20 anni), con una maxirata iniziale di importo variabile tra il 10 e il 30% del valore dell'immobile e un canone ridotto sino all'1 per cento. Il finanziamento su edifici già costruiti può coprire l'intero valore dell'immobile, consentendo al locatario di entrarne in possesso in tempi molto rapidi. L'opzione finale di riscatto prevede in genere un pagamento che varia dall'1 al 30% del valore dell'immobile. Il leasing su edifici in via di costruzione, invece, prevede un prestito che copre i costi di realizzazione. Il finanziamento è corrisposto a partire dall'inizio dei lavori sino alla loro conclusione; in questo periodo, l'utilizzatore si trova a corrispondere soltanto gli oneri finanziari, mentre il pagamento del canone vero e proprio inizia a cantiere chiuso. I leasing immobiliari sono molto diffusi nel panorama italiano dei contratti di locazione, tanto da rappresentarne il 50% circa del totale. Il leasing immobiliare rappresenta una valida alternativa al mutuo ipotecario ed è uno strumento particolarmente utilizzato da imprese, banche, aziende, ed esercizi commerciali che vogliano acquistare immobili senza dover far fronte a un esborso iniziale di liquidità molto elevato. Sul fronte della deducibilità fiscale, è importante ricordare come le ultime e più recenti disposizioni (Dlgs 203 del 2005, legge 248 del 2005, circolare n. 10/2006/E dell'Agenzia delle Entrate, Finanziaria 2008) stabiliscano la possibilità di dedurre i canoni leasing entro determinati limiti. In particolare, è ammessa deduzione solo se la durata del leasing è superiore ai due terzi del periodo di ammortamento previsto per l'attività esercitata dall'impresa sottoscrivente, e comunque per un periodo di tempo non inferiore agli undici anni e non superiore ai diciotto.